Credi che Dio esista? - Chiese un vecchietto in punta di morte al ragazzo che gli era accanto.
-Credo di no. No, direi che non esiste.
Credi che sentirò dolore? Che soffrirò? - Volle sapere ancora l'uomo.
-Per soffrire bisogna essere vivi, quando te ne andrai non sentirai più dolore.
Poche ore dopo queste parole il ragazzo sentì di essere rimasto solo.
Trascorsero anni e arrivò il giorno più lungo anche per lui.
Credi che Dio esista? - Chiese quello che un tempo era stato un ragazzo rivolto alla nipote.
-Credo di si. Direi che Dio esiste.
Credi che sentirò dolore? Che soffrirò?
- Soffrirai e sentirai dolore ma non morirai.
Poche ore dopo queste parole la ragazza si avvicinò alla finestra, guardò il cielo limpido e sospirò: "sapevo che non saresti morto".
venerdì 27 marzo 2009
martedì 24 marzo 2009
Una guerra senza Eroi! Che comunque mi angustia
Non basta che tutti si permettono di dire: "ma sei un impiegato"; non è sufficiente che te lo ricorda il collega franc....sta; non é nemmeno sufficiente che Brunetta lo ricordi a quelli del pubblico impiego, ma che il tuo capo ti chieda quanto hai lavorato quando tutto intorno é deserto questo si che ti può rovinare una giornata!!!
Ed è per questo che ho pensato a delle parole compenetrate dall'angustia:
Esistenza, che stai qui di contrabbando,
come un ladro sempre pronta per fuggire,
ogni età chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire,
coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire,
ma si muoia solo un po' di quando in quando,
ma sia poco a poco che si va a morire...
Ogni giorno è un altro giorno regalato,
ogni notte è un buco nero da riempire,
ma per quanto non l' ho mai visto colmato, così per dire,
resta solo l' urlo solito gridato, tentare e agire,
ma si pianga solo un po' perchè è un peccato
e si rida poi sul come andrà a finire...
Lo capisco se mi prendi per le mele,
ma ci passo sopra, gioco e non mi arrendo,
ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo,
quando perdo non sto lì a mandar giù fiele e non mi svendo
e poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele
e se dicono che vinco stan mentendo
perchè quelle poche volte che busso a bastoni,
mi rispondono con spade o con denari,
la ragione diamo e il vincere ai coglioni, oppure ai bari,
resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
ma si perda perchè siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari...
Ah, quei sogni, ah, quelle forze del destino
che chi conta spingerebbe a rinnegare,
ci hanno detto di non fare più casino, non disturbare:
canteremo solo in modo clandestino, senza vociare,
poi ghignando ce ne andremo pian pianino
per sederci lungo il fiume ad aspettare...
Quello che mi gira in testa questa notte
son tornato, incerta amica, a riferire,
noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire:
ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparire...
Noi, se si muore solo un po' chi se ne fotte,
ma sia molto tardi che si va a dormire...
:-)
P.S. testo canzone di notte n°3 F. Guccini
Ed è per questo che ho pensato a delle parole compenetrate dall'angustia:
Esistenza, che stai qui di contrabbando,
come un ladro sempre pronta per fuggire,
ogni età chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire,
coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire,
ma si muoia solo un po' di quando in quando,
ma sia poco a poco che si va a morire...
Ogni giorno è un altro giorno regalato,
ogni notte è un buco nero da riempire,
ma per quanto non l' ho mai visto colmato, così per dire,
resta solo l' urlo solito gridato, tentare e agire,
ma si pianga solo un po' perchè è un peccato
e si rida poi sul come andrà a finire...
Lo capisco se mi prendi per le mele,
ma ci passo sopra, gioco e non mi arrendo,
ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo,
quando perdo non sto lì a mandar giù fiele e non mi svendo
e poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele
e se dicono che vinco stan mentendo
perchè quelle poche volte che busso a bastoni,
mi rispondono con spade o con denari,
la ragione diamo e il vincere ai coglioni, oppure ai bari,
resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
ma si perda perchè siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari...
Ah, quei sogni, ah, quelle forze del destino
che chi conta spingerebbe a rinnegare,
ci hanno detto di non fare più casino, non disturbare:
canteremo solo in modo clandestino, senza vociare,
poi ghignando ce ne andremo pian pianino
per sederci lungo il fiume ad aspettare...
Quello che mi gira in testa questa notte
son tornato, incerta amica, a riferire,
noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire:
ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparire...
Noi, se si muore solo un po' chi se ne fotte,
ma sia molto tardi che si va a dormire...
:-)
P.S. testo canzone di notte n°3 F. Guccini
lunedì 23 marzo 2009
Guerra Civile... e nemmeno una ferita.
Oggi m'è stato detto fidati e seguimi, come sempre non mi sono fidato e ho seguito.
Mi è stato detto che avrei trovato ed ho pensato che nessuno sa cosa cerco.
Sorpreso arreso indifeso ho scoperto che potevo fidarmi e che potevo smettere di cercare e cominciare a trovare.
Oggi è carta patinata di storia immaginata.
Mi sento come il dado dei casinò. M'hanno lanciato e la faccia che ho mostrato era un sei, molto lo so ma nulla senza la faccia dell'amico mio.
La vita non sono tutti 12, ma da soli non si fa mai nemmeno 7.
Oggi non m'angustio.
Mi è stato detto che avrei trovato ed ho pensato che nessuno sa cosa cerco.
Sorpreso arreso indifeso ho scoperto che potevo fidarmi e che potevo smettere di cercare e cominciare a trovare.
Oggi è carta patinata di storia immaginata.
Mi sento come il dado dei casinò. M'hanno lanciato e la faccia che ho mostrato era un sei, molto lo so ma nulla senza la faccia dell'amico mio.
La vita non sono tutti 12, ma da soli non si fa mai nemmeno 7.
Oggi non m'angustio.
venerdì 20 marzo 2009
Che Angustia! Ora basta: BLOGGO PURE IO
Tutto è sottosopra. Cattivi che vincono e buoni che soccombono, meriti immeritati assegnati con meritoallergia. Generali che credono di essere il sole solo perchè hanno la testa tra due file di stelle, piccoli uomini la cui morale è ben al di sotto dei loro piedi, polli cui nemmeno il dono delle ali permetterà mai loro di innalzarsi sopra le briciole di una esistenza meschina che gli fa chinare la testa ad ogni passo.
Un grido liberatorio e malinconico al tempo stesso.
Che Angustia! Che Angustia!
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